Caratteristiche botaniche dell’Aloe
L’Aloe venne in un primo tempo classificata dal punto di vista botanico nella famiglia delle Liliaceae in quanto, come i gigli, gli asparagi le cipolle e l’aglio è una pianta generata da un bulbo.
Successivamente venne creata una categoria ad hoc, quella delle Aloeaceae, che conta più di 300 varietà di specie.
L’Aloe è una pianta “grassa” (meglio sarebbe dire “succulenta”) ad arbusto, sempreverde, perenne e rampicante, con fiori a forma allungata dal colore che oscilla, nelle varie specie, dal giallo-arancio al rosso scarlatto.
Le Aloeaceae, sono originarie dell’Africa: le troviamo infatti nell’Africa del sud, nell’Africa tropicale, in Madagascar, in Arabia e nelle isole di Capo Verde. Successivamente si diffusero nel Mediterraneo e nelle Americhe. L’Aloe cresce prevalentemente in zone calde e secche da 700 a 1800 m s.l.m. e tollera il freddo ma non l’umidità.
In Italia l’Aloe venne probabilmente importata dai Fenici e oggi la possiamo trovare
nelle varietà Vera ed Arborescens, sia selvatiche che coltivate, in Sicilia, Sardegna, Calabria, Ischia, Elba e in Liguria, uniche zone con un clima adatto alla sua crescita.
Tutte le varietà di Aloe fanno parte di un genere più ampio denominato “xeroidi”, che comprende piante in grado di sopportare lunghi periodi di siccità perché capaci di mantenere l’equilibrio tra assunzione e dispersione dell’acqua. In particolare hanno la capacità di non disperdere liquidi, neppure da eventuali tagli in quanto posseggono una sostanza “autosigillante”. Tagliando una foglia di Aloe si vede che rapidamente la pianta secerne un essudato che si trasforma subito in una pellicola cicatrizzante. La stessa proprietà di rigenerazione viene mantenuta anche da foglie conservate al fresco per una decina di giorni. Una pianta di Aloe sradicata e lasciata al caldo conserverà le sue facoltà vitali per mesi!
La foglia
La foglia è rivestita di una cuticola i cui stomi filtrano l’aria e l’acqua. Sotto questa membrana si trova il primo derma cellulosico contenente cristalli di ossalato di calcio e le cellule pericicliche che secernono il succo giallo-rossastro con proprietà lassative. Infine c’è il parenchima, un tessuto spugnoso capace di immagazzinare l’acqua filtrata dalle radici e dalle foglie trasformandola, con una sapiente alchimia metabolica, in un gel trasparente e amaro, ricercato per le sue proprietà terapeutiche.
Aloe ed Agave
Ad un occhio inesperto una pianta di Aloe può essere confusa con un’Agave. Tenete presente che l’’Aloe presenta foglie carnose, ricche di succo e poco fibrose, con presenza di piccole spine sui bordi e a volte anche sulla lamina fogliare. L’Agave presenta foglie più grandi, coriaceee e fibrose, sempre fornite di una consistente spina apicale. Inoltre l’Aloe, una volta giunta a maturazione, fiorisce tutti gli anni mentre l’Agave fiorisce una volta sola dopo molti anni (20-40) con infiorescenze spettacolari, dopodiché muore.
Dall’osservazione del tronco e delle foglie le varietà di Aloe si possono classificare i 3 gruppi:
|
ACAULEAS
|
Varietà prive di tronco oppure con tronco molto corto, morbido e spesso, coperto dalle foglie disposte in modo circolare, che salgono dall’esterno dello stelo basale. Appartengono a questo gruppo l’Aloe Barbadensis Miller o Aloe Vera, l’Aloe Saponaria e l’Aloe
Aristata. |
|
| SUBCAULEAS |
Varietà con presenza di un tronco legnoso e corto, ben visibile, che può
raggiungere l’altezza di alcune decine di centimetri. |
|
| CAULEAS |
Varietà con presenza di tronco esteso e ramificato che va a costituire degli arbusti cespugliosi che raggiungono anche l’altezza di alcuni metri. Appartengono a questo gruppo l’Aloe
Ferox, l’Aloe Arborescens Miller e l’Aloe Chinensis. |